Il giornale
40 articoli sulla pelle, sugli ingredienti dei nostri trattamenti e sulle regole che applichiamo, ciascuno supportato da almeno due fonti pubblicate.
La pelle e gli ingredienti
L’avena colloidale, l’ingrediente lenitivo meglio documentato
Macinata finissima, l’avena forma un velo che protegge la pelle e lenisce la sensazione di tensione. È uno dei pochi ingredienti vegetali il cui effetto è riconosciuto da un’autorità sanitaria.
La glicerina vegetale, l’idratante più studiato
Discreta in etichetta, la glicerina è però l’ingrediente idratante che la ricerca dermatologica conosce meglio.
Aloe vera: cosa conferma la scienza e cosa no
L’aloe vera è ovunque. I suoi effetti reali sono più modesti della sua fama, ma esistono, ed è questo che conta.
Olio d’oliva, squalano e girasole: cosa dicono gli studi
Non tutti gli oli vegetali si equivalgono per la pelle. Uno studio ha persino mostrato che un olio molto popolare può indebolirne la barriera.
Acqua dura e pelle che tira: cosa mostrano gli studi
Dopo una doccia in una città con acqua dura, la pelle tira. Non è un’impressione: la ricerca dermatologica lo ha misurato.
Lo squalano, l’emolliente che parla la lingua della sua pelle
La nostra pelle produce da sé lo squalene. Lo squalano d’oliva ne è la versione stabile: per questo ammorbidisce senza mai appesantire.
Pelle secca in inverno: cosa cambia davvero l’umidità dell’aria
Il freddo non è l’unico colpevole. È soprattutto l’aria secca, fuori come negli ambienti riscaldati, a indebolire la barriera della pelle.
La pelle in aereo: l’aria più secca del viaggio
In volo, l’aria della cabina è spesso più secca di quella di un deserto. La pelle lo sente all’arrivo, e la doccia dell’hotel può rimediare.
Perché un profumo la riporta subito a un soggiorno
Un odore può risvegliare un ricordo più vivamente di una foto. È l’idea stessa dei nostri tre profumi.
I gesti giusti
La barriera cutanea, spiegata in modo semplice
Tutto ciò che fanno i nostri trattamenti ruota attorno a uno strato di pelle più sottile di un foglio di carta. Capirlo spiega perché la pelle tira, e come evitarlo.
Solfati e basi lavanti delicate: cosa succede sotto la doccia
Un bagnoschiuma non si limita a fare schiuma: porta via anche una parte dei lipidi della pelle. Tutto dipende dai tensioattivi che contiene.
Il pH della pelle, e perché il sapone conta
La superficie della pelle è leggermente acida. Un sapone troppo alcalino ne altera l’equilibrio; uno delicato lo rispetta.
Perché applicare la crema sulla pelle ancora umida
Il momento migliore per idratare la pelle sono i tre minuti dopo la doccia. I dermatologi hanno un nome per questo gesto.
Mani lavate venti volte al giorno: come proteggerle
In hotel, in ufficio o a casa, le mani si lavano molto più spesso del resto del corpo. E ne pagano il prezzo.
Capelli e acqua dura: cosa mostrano davvero gli studi
Si accusa spesso l’acqua dura di rovinare i capelli. Gli studi sono più sfumati, ed è una buona notizia.
Districare senza spezzare: perché il balsamo non è un lusso
La maggior parte dei capelli si spezza durante la pettinatura, quando sono bagnati. Basta un gesto per evitarlo.
Viaggiare leggeri: il beauty case che passa ovunque
In cabina i liquidi sono limitati. Preparare bene il beauty case evita sorprese al controllo, e all’arrivo.
Come si misurano i benefici
Come si misura l’idratazione della pelle
«Idrata» non deve essere un’impressione. I dermatologi misurano l’acqua nella pelle con strumenti precisi, e le nostre indicazioni vi si sottoporranno.
La perdita d’acqua della pelle, un indicatore chiave di una barriera sana
Una pelle con una barriera solida lascia sfuggire poca acqua. Questa perdita si misura, e dice molto sull’effetto di un trattamento.
Per gli albergatori
Albergatori: lasciare le miniature prima del 2030 senza rovinare l’esperienza
Il divieto scatta il 1° gennaio 2030. Le strutture che si muovono presto scelgono il loro sistema; le altre lo subiranno.
Perché il voto online di un hotel incide direttamente sui suoi prezzi
Gli ospiti leggono le recensioni prima di prenotare, e gli studi mostrano che un voto migliore permette di vendere più caro senza perdere prenotazioni.
Rispondere alle recensioni: cosa raccomandano gli studi
Rispondere alle recensioni migliora la reputazione, a patto di farlo bene. La ricerca di marketing ne ha misurato l’effetto.
Cosa può ancora scrivere un hotel sul proprio impegno ecologico
Dal 27 settembre 2026 «hotel ecosostenibile» non basta più. Ecco cosa resta possibile, e come dimostrarlo.
Green Key ed Ecolabel UE: i due marchi ambientali degli hotel
Due marchi riconosciuti permettono a un hotel di dimostrare il proprio impegno. I suoi prodotti di cortesia contano.
Per aparthotel e case vacanza
Case vacanza in Francia: cosa cambiano la legge del 2024 e il regolamento europeo
Fiscalità, registrazione, prestazione energetica: le regole degli affitti brevi sono cambiate molto. L’essenziale, in chiaro.
Classificare il proprio alloggio turistico: perché è diventato un vantaggio
La classificazione a stelle rassicura i viaggiatori, e ora è trattata fiscalmente meglio dell’assenza di classificazione.
Su Airbnb quasi tutti hanno cinque stelle: come distinguersi
Quando quasi tutti i voti sono eccellenti, sono i dettagli e la fiducia a far scegliere un alloggio piuttosto che un altro.
Le pulizie tra due ospiti: scegliere prodotti efficaci e certificati
Tra due soggiorni il tempo stringe. I prodotti per la pulizia devono essere efficaci, sicuri per gli ospiti e facili da giustificare.
Fine delle miniature nel 2030: riguarda anche gli affitti turistici?
Il divieto riguarda il settore ricettivo in senso ampio. Per gli alloggi gestiti in modo professionale, la risposta è probabilmente sì.
Regole, marchi e qualità
La fine delle miniature nell’ospitalità: perché, e cosa ci guadagna l’Europa
Dal 2030 i piccoli flaconi monouso scompaiono dall’Unione europea. Noi abbiamo scelto di non produrne mai.
Dal 27 settembre 2026 una dichiarazione verde va dimostrata
«Ecologico», «rispettoso dell’ambiente»: queste parole vaghe sono ora vietate nell’Unione europea se non sono supportate da prove.
Perché il nostro legno è tracciabile fino alla particella
Il regolamento europeo contro la deforestazione impone di dimostrare che il legno non proviene da una foresta distrutta. Lo applichiamo senza aspettare che ci riguardi.
Perché i nostri trattamenti e tessuti non contengono PFAS
Soprannominati «inquinanti eterni», i PFAS sono vietati in Francia nei cosmetici e negli indumenti dal 1° gennaio 2026.
Profumi e allergeni: cosa cambia in etichetta
Un regolamento europeo del 2023 allunga molto l’elenco delle sostanze profumate da indicare in etichetta. Lo applichiamo fin dal lancio.
Perché esigiamo un bergamotto senza furocumarine
Il bergamotto dà freschezza a Le Matin. Ma l’olio grezzo contiene molecole che possono macchiare la pelle al sole.
Perché un trattamento naturale deve essere ben conservato
Un flacone aperto in un bagno caldo e umido è un ambiente ideale per i microbi. La sicurezza di un trattamento comincia dalla sua conservazione.
«Di origine naturale»: cosa dice davvero la norma ISO 16128
La parola naturale non ha una definizione legale. Una norma internazionale permette però di calcolare con precisione la parte naturale di una formula.
L’Ecolabel UE per i cosmetici, un marchio esigente
Creato dall’Unione europea e controllato da organismi indipendenti, l’Ecolabel è uno dei pochi marchi ufficiali per i trattamenti di tutti i giorni.
COSMOS: cosa garantisce il marchio della cosmesi naturale
Ecocert, Cosmebio e altri organismi europei hanno fondato uno standard comune. Eccolo, in chiaro.
Perché i nostri flaconi hanno una pompa senza metallo
Un flacone riciclabile può diventare non riciclabile per una semplice molla. Le regole di progettazione per il riciclo lo spiegano.